Come scegliere il relatore in una laurea online

21 Luglio ore 17:56

Come scegliere il relatore in una laurea online

Scegliere il relatore giusto è uno di quei passaggi che sembrano secondari finché non ci si trova davanti al problema. Poi, all’improvviso, diventa la decisione più importante degli ultimi mesi di studio. Vale per tutti gli studenti, ma per chi segue un percorso a distanza la questione ha qualche sfumatura in più.

Quando iniziare a cercare il relatore

Prima regola: non aspettare l’ultimo semestre. Molti studenti pensano al relatore solo quando la tesi diventa un pensiero concreto, ma è un errore che si paga in ritardi e stress. Il momento giusto per iniziare a cercare il relatore è quando si comincia a intuire quale area disciplinare interessa davvero, anche solo a grandi linee.

Chi frequenta un’università telematica ha in genere qualche mese di margine in più per organizzarsi, proprio perché gli esami possono essere pianificati con più flessibilità. Ma questo non significa rimandare. Anzi: prima si individua il tema, prima si può muovere il primo passo verso il docente giusto.

Un buon punto di partenza è guardare gli esami già sostenuti. Spesso l’argomento di tesi nasce proprio da un corso che ha lasciato il segno, o da una materia in cui ci si è trovati particolarmente a proprio agio. Ripercorrere il proprio piano di studi con questo obiettivo aiuta a restringere il campo prima ancora di contattare qualcuno.

Come funziona l’assegnazione nelle università online

L’assegnazione relatore in un’università telematica segue di solito una logica diversa rispetto agli atenei tradizionali. Non si tratta quasi mai di conoscenza libera o di scelta diretta senza filtri: c’è una procedura, spesso gestita tramite piattaforma, in cui lo studente indica l’area tematica di interesse e viene messo in contatto con i docenti disponibili in quel settore.

A Unicusano, per esempio, questo processo passa attraverso la segreteria didattica o l’area riservata, dove è possibile consultare l’elenco dei docenti per materia e verificarne la disponibilità. È un sistema che semplifica le cose, ma richiede comunque un minimo di iniziativa da parte dello studente: nessuno bussa alla porta per proporre un argomento di tesi.

Quali caratteristiche valutare nella scelta

Come scegliere il relatore della tesi, allora? Non basta guardare il nome più conosciuto o il primo docente disponibile. Conviene valutare almeno tre aspetti.

Il primo è la coerenza tra l’argomento che si vuole trattare e le pubblicazioni o gli insegnamenti del docente. Il secondo è lo stile di supervisione: alcuni relatori seguono passo passo, altri lasciano più autonomia. Nessuno dei due approcci è sbagliato, ma bisogna capire quale si adatta al proprio modo di lavorare. Il terzo aspetto, spesso sottovalutato, è la reperibilità: per chi studia a distanza, sapere che il relatore risponde con tempi ragionevoli via email o durante i ricevimenti online fa una differenza enorme.

C’è anche un quarto criterio, meno citato ma utile: il metodo di lavoro richiesto. Alcuni docenti chiedono capitoli completi prima di dare un giudizio, altri preferiscono revisioni progressive su piccole parti. Capire in anticipo come lavora un potenziale relatore, magari chiedendo direttamente durante il primo contatto, evita fraintendimenti più avanti nel percorso.

Come contattare un docente per la tesi

Qui molti studenti si bloccano. Come chiedere la tesi a un professore senza sembrare impreparati o, al contrario, troppo timidi?

La cosa più semplice è scrivere una mail chiara, con un oggetto specifico, in cui si presenta brevemente il proprio percorso di studi e si propone un’idea di massima per l’argomento. Non serve un progetto già definito nei minimi dettagli, anzi, arrivare con qualche domanda aperta dimostra che si è riflettuto sul tema senza pretendere di avere già tutte le risposte. Meglio evitare mail generiche tipo “vorrei fare la tesi con lei”: il docente riceve decine di richieste simili e quella più specifica è quella che si ricorda.

Relatore e correlatore: quali differenze

Le differenze tra relatore e correlatore vengono chiarite raramente, e questo genera confusione. Il relatore è il docente di riferimento principale: segue lo sviluppo della tesi dall’inizio, ne approva l’impostazione e la discute in sede di laurea. Il correlatore, invece, ha un ruolo di supporto, a volte su un aspetto specifico e più tecnico dell’elaborato, altre volte semplicemente come seconda figura di controllo prevista dal regolamento.

Non tutte le università richiedono un correlatore per ogni tesi, e nelle università online la sua presenza dipende spesso dal tipo di percorso (triennale o magistrale) e dalla materia scelta. Vale la pena chiedere direttamente in segreteria come funziona nel proprio caso specifico.

Errori da evitare nella scelta

Il primo errore è scegliere il relatore solo per la materia che si pensa sia “più facile”. Una tesi si scrive in mesi, e passare tutto quel tempo su un argomento che non appassiona diventa più difficile, non più semplice.

Il secondo errore è non informarsi sul carico di studenti già seguiti dal docente. Alcuni relatori hanno liste d’attesa lunghe, e partire tardi può significare rimandare la laurea di una sessione intera.

Il terzo, forse il più comune: accettare la prima proposta senza valutare alternative. Va bene non complicarsi la vita, ma una scelta fatta con un minimo di consapevolezza in più ripaga sempre nel lungo periodo.

Un quarto errore è confondere simpatia e competenza sul tema. Un docente cordiale non è automaticamente la persona giusta per seguire quello specifico argomento di tesi. Meglio valutare prima la pertinenza, e solo dopo il modo in cui ci si trova a comunicare.

Come costruire un buon rapporto con il relatore

Una volta scelto, il rapporto con il relatore si costruisce con la comunicazione, non con la formalità. Aggiornamenti regolari, anche brevi, aiutano più di lunghe mail sporadiche. E se qualcosa non è chiaro, una richiesta, una correzione, un cambio di impostazione, meglio chiedere subito piuttosto che procedere per tentativi.

Per chi studia a distanza, la parte più delicata è mantenere viva la relazione senza il contatto diretto in aula. Un buon relatore capisce questa dinamica e la maggior parte trova naturale gestire tutto via email o videochiamata. Ma sta anche allo studente essere presente, puntuale nelle risposte, e chiaro negli obiettivi di ogni fase.

Vale la pena anche definire insieme, fin dall’inizio, una tabella di massima con le scadenze principali. Non serve un piano rigido: basta un’idea condivisa di quando consegnare i primi capitoli e quando prevedere la revisione finale. Questo evita che il lavoro si accumuli tutto nelle ultime settimane, con relatore e studente sotto pressione contemporaneamente.

Domande frequenti

Quando conviene iniziare a cercare il relatore in una laurea online?

Meglio muoversi con qualche mese di anticipo rispetto alla sessione di laurea prevista, così da avere tempo per l’assegnazione e per l’impostazione del lavoro.

Come funziona l’assegnazione relatore in un’università telematica?

Di solito tramite piattaforma o segreteria didattica, indicando l’area tematica di interesse e verificando la disponibilità dei docenti.

È obbligatorio avere un correlatore?

Dipende dall’ateneo e dal tipo di percorso. In molti casi la presenza del correlatore è prevista solo per alcune tesi, quindi conviene chiedere direttamente in segreteria.

Cosa scrivere in una mail per chiedere la tesi a un professore?

Una presentazione breve del proprio percorso, l’area di interesse e, se possibile, un’idea di massima sull’argomento, senza bisogno di un progetto già completo.

Si può cambiare relatore durante il percorso di tesi?

In genere sì, ma solo in casi motivati e seguendo la procedura indicata dalla segreteria dell’ateneo.

Credits: Yan Krukau / Pexels