Come diventare interaction designer: studi e possibilità

05 Dicembre ore 15.16

Come diventare interaction designer: studi e possibilità

Con lo sviluppo della tecnologia, si sono evoluti anche i lavori. Un tempo, quando si chiedeva ad un ragazzo cosa volesse fare da grande, rispondeva l’avvocato, il medico, l’insegnante. Oggi, invece, c’è chi dice di voler fare il copywriter, chi di volersi occupare di e-commerce, chi spera di diventare interaction designer. Ma in cosa consiste quest’ultima figura, così in voga nell’ultimo periodo? E quali studi bisogna perseguire per raggiungere tale posizione?

Cos’è un interaction designer

L’interaction design è l’attività di progettazione dell’interazione che si instaura tra esseri umani e sistemi meccanici e informatici. Il suo scopo? Rendere possibile e facile tale interazione. Dunque, un interaction design c’è quando si progetta un’interazione intuitiva che simula un dialogo istantaneo tra l’uomo e la macchina. L’interaction designer, quindi, è la figura responsabile di progettare tali interazioni.

Come diventare interaction designer e quali studi fare

Diventare interaction designer richiede tempo e dedizione. Per approcciarti a questo mondo, devi avere una passione per graphic design, marketing, psicologia cognitiva. Non puoi partire comunque da zero, perché altrimenti rischieresti di perderti in una marea di nozioni da te indecifrabili. Devi avere una base solida, e devi aver avuto già l’occasione di approcciare agli elementi strutturali e basilari di questo percorso. Devi essere in grado di:

  • Conoscere le caratteristiche di ogni device e supporto digitale;
  • Comprendere e distinguere i concetti di UX e UI design;
  • Analizzare ed individuare il target;
  • Avere conoscenze base di marketing;
  • Avere conoscenze di design industriale.

Diventare interaction designer, dunque, non è così semplice come si pensa. Alla base, devono esserci degli studi solidi di marketing, o design, ma un pezzo di carta non determina le tue capacità affermate in questo campo. Infatti, non basta la laurea, ma c’è bisogno di un grande lavoro. L’interaction designer è una figura sulla quale le aziende puntano molto, perché importante per la riuscita delle loro azioni e vendite. Non devi mai fermarti, e devi mantenerti in continuo aggiornamento, perché c’è molta competizione in questo campo.

Un interaction designer che si rispetti deve saper identificare il target e definire i bisogni che esso ha. Inoltre, deve sviluppare l’idea e metterla in pratica, per capire come e dove adattare il prodotto, e che funzione questo possa avere in un determinato contesto. Svolte le mansioni principali, l’interaction designer di occuperà di curare i dettagli. L’impaginazione, il font, tutto il layout, sono elementi che possono sembrare banali, ma che saltano subito agli occhi dei clienti, anche di quelli che non riescono a comprendere cosa c’è dietro tutto il lavoro fatto. Sono dettagli che, visivamente, devono donare subito sicurezza e professionalità.

Si passerà poi allo sviluppo del prodotto, annotando considerazioni e pareri degli utenti coinvolti nell’esperimento e si lavorerà al miglioramento del prodotto, seguendo i consigli e le critiche degli esaminatori.

Esistono dei corsi, anche online, in grado di spiegarti e farti assimilare le nozioni base per approcciarti al mondo dell’interaction design.

Le possibilità di lavoro come interaction designer

In Italia la professione è in crescita e il mercato sta iniziando sempre più ad interessarsi a figure come queste. Se l’azienda è molto grande e dispone di diverse risorse, è possibile che siano presenti figure due figure distinte: UX Designer e Interaction Designer, che spesso si tendono a confondere. Lo User experience design, abbreviato in UXD o UED, è il processo volto ad aumentare la soddisfazione e la fedeltà del cliente migliorando l’usabilità, la facilità d’uso e il piacere fornito nell’interazione tra il cliente e il prodotto. La progettazione dell’esperienza utente fa parte della User Experience e comprende la tradizionale progettazione interazione uomo-macchina e la estende indirizzandosi a tutti gli aspetti del prodotto o del servizio come percepito dagli utenti. L’esperienza utente fa riferimento a qualunque aspetto di un’interazione della persona con un dato sistema IT, includendo l’interfaccia, la grafica, la progettazione industriale, l’interazione fisica e manuale.

Le conoscenze base dell’interaction designer e dell’UX designer, dunque, sono le stesse, perché entrambi condividono la progettazione dell’architettura dell’informazione.

Il primo passo per lavorare come interaction designer è quindi conoscere le diverse figure professionali, le prospettive di crescita, la retribuzione, la possibilità di lavorare come lavoratore dipendente o come freelancer.

Lavorando come interaction designer, è importante mettersi dalla parte del cliente, e chiedersi cosa si aspetta, cosa cerca, cosa vorrebbe ottenere. È fondamentale facilitargli l’interazione nel miglior modo possibile. L’aspetto visivo è il primo elemento che salta agli occhi, e deve essere di facile comprensione per l’utente. Se ci sono delle azioni da compiere, si devono dare le chiare indicazioni ed informazioni, non lasciando nulla al caso. Inoltre, bisogna valutare e mettere in preventivo gli errori, per cercare di comprenderli e correggerli. Molto importante, è anche il tempo: in un mondo in cui tutti vanno di fretta, l’utente vorrebbe avere tutto e subito, e dunque si deve cercare di accorciare, il più possibile, il tempo tra interazione e risposta. Tutto l’agglomerato di informazioni deve essere spalmato omogeneamente, e spiegato egregiamente, per arrivare a più utenti possibili.

Per progettare prodotti interattivi usabili è necessario prendere in considerazione chi ne farà uso e il contesto in cui verranno utilizzati. È importante inoltre comprendere il tipo di attività che gli utenti svolgeranno in interazione con quei prodotti. La possibilità di progettare sistemi interattivi divertenti, ed esteticamente piacevoli è legata alle caratteristiche dell’esperienza d’uso, cioè al modo in cui gli utenti vivono l’interazione con il sistema. Gli obiettivi legati all’esperienza d’uso si distinguono dai più oggettivi obiettivi di usabilità, perché i primi riguardano il modo soggettivo di un utente di vivere l’esperienza di interazione con un certo prodotto, mentre i secondi hanno a che fare con la misurazione di quanto quel prodotto è utile o produttivo.

Se hai intenzione di specializzarti nel campo dell’interaction design, ricorda di avere a mente dei principi fondamentali:

  • Identificare i bisogni e stabilire i requisiti

Devi sempre avere a mente chi è l’utente, per essere consapevole con chi andrai ad interfacciarti, perché ognuno ha bisogni diversi dall’altro e se cambiano i bisogni, cambia il lavoro. La raccolta dati costituisce una parte importante dell’attività di definizione dei requisiti. Esiste un numero abbastanza ridotto di tecniche per raccogliere i dati. L’utente vuole sentirsi considerato, e dunque bisogna sapere bene cosa vuole;

  • Sviluppare proposte alternative

Questa è la radice dell’attività di progettazione. Occorre pensare e sviluppare le idee che più pensiamo possano soddisfare l’utente.

Il conceptual design si occupa di trasformare i requisiti e i bisogni degli utenti in un modello concettuale. Un modello concettuale è una descrizione del sistema proposto in termini di idee e concetti sul suo funzionamento, su che cosa dovrebbe fare, come dovrebbe comportarsi e che aspetto dovrebbe avere per essere comprensibile dagli utenti nel modo previsto. La base per progettare questo modello è l’insieme dei compiti che l’utente dovrà svolgere con il supporto del sistema.

  • Costruire versioni interattive delle proposte di design

Dopo tutta la parte teorica, dopo aver raccolto dati ed informazioni, è giunto il momento di passare alla pratica, e sviluppare prototipi. L’interaction design si occupa dello sviluppo di prodotti interattivi. Il modo più semplice per gli utenti di valutare delle proposte è quello di interagire con esse.

  • Valutare le soluzioni proposte

La valutazione è il processo che permette di determinare l’usabilità e l’accettabilità di una proposta o di un prodotto utilizzando criteri diversi, tra cui la sua capacità di attrazione o la capacità di soddisfare i requisiti.

Un processo di interaction design efficace richiede un piano di valutazione che indichi come valutare un sistema nei diversi stadi del suo sviluppo.

Dunque, una volta raccolto dati, essersi messi nei panni dell’utente, aver progettato prima immaterialmente e poi concretamente le idee, si passa alla vera prova del 9: il feedback di chi è dall’altra parte.

Gli studi per lavorare come interactional design

Se il design è la tua passione, avere delle solide basi di marketing e comunicazione è un primo passo fondamentale per entrare in questo settore.

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  • Corso di Laurea in Comunicazione Digitale e Social Media (L-20) – curriculum Imprese e Istituzioni
  • Corso di Laurea in Comunicazione Digitale e Social Media (L-20) – curriculum Games Industry Management and Creative Direction
  • Corso di Laurea Magistrale in Comunicazione Digitale (LM-19) – curriculum Cultural and social Media
  • Corso di Laurea Magistrale in Comunicazione Digitale (LM-19) – curriculum Games Industry Management and Creative Direction

Ciò che contraddistingue i corsi di laurea Unicusano è la particolare metodologia didattica adottata: la metodologia telematica. Con questo approccio, potrai seguire le lezioni in qualunque luogo e in qualunque momento, accedendo ad una piattaforma in e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. All’interno della tua area studente, troverai anche il materiale didattico di supporto allo studio, oltre a poter interagire con docenti e colleghi di corso.

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Credits Immagine: Canva / Mojo CP