Come gestire il colloquio di dottorato?

10 Luglio ore 11.36

Come gestire il colloquio di dottorato?

Il colloquio di dottorato è una tappa cruciale di un percorso accademico e di ricerca lungo e significativo. Prepararsi al meglio è un dovere. Ma può diventare anche un piacere. Seguire suggerimenti e consigli di chi ha già sostenuto questa prova e di esperti del mondo accademico può aiutarti a trovare la giusta quadra per gestire al meglio la prova.
In questo articolo capiremo insieme qual è il modo migliore per affrontare un colloquio di dottorato, puntando sulla formazione, le qualità personali e le pretese di chi valuta gli aspiranti dottorandi.

Come gestire il colloquio di dottorato

Il dottorato è il più alto titolo di istruzione accademica che si può ricevere dopo il conseguimento della laurea. L’accesso al dottorato è vincolato alla partecipazione e al superamento di un concorso nazionale, che viene indetto dalle singole università e che ogni volta vede molti candidati sfidarsi per queste ambitissime posizioni.
Il concorso ha un momento centrale, considerato un po’ il clou delle prove, ovvero il colloquio di dottorato. Uno di quei classici momenti in cui ci si gioca la partita definitiva, quella che sancisce uno sliding doors nella vita di chi vuole puntare verso una meta e può farcela o non farcela. Essendo un momento spartiacque nella vita di tutti coloro che si sono trovati a dover affrontare questa sfida è opportuno prepararsi al meglio.
Non è solo un momento di verifica del grado complessivo di preparazione del candidato, come abbiamo detto è un rito di passaggio. Ma non vogliamo esagerare, instillare ansie, calcare la mano su una tensione che sicuramente è già forte in chi si trova nell’imminenza del momento. Anzi, vogliamo fornire materiale utile a rilasciare le tensioni, a vivere pienamente e anche con serenità e allegria il colloquio di dottorato.
Per perseguire questo fine nei prossimi paragrafi cercheremo di dare consigli pratici, utili, ispiranti e positivi per gestire il colloquio di dottorato.

Colloquio di dottorato: presentare se stessi

Ovviamente il colloquio per il concorso di dottorato ha come obiettivo la presentazione esaustiva del progetto di ricerca che il candidato si impegna a portare avanti. Ma è anche molto di più. È una cornice di tempo all’interno del quale il candidato può presentare in primis sé stesso.
Preparare una sintetica presentazione del proprio curriculum formativo, che sappia far emergere i punti di forza delle esperienze di studio ed eventualmente professionali è sicuramente un buon modo per mostrare le proprie caratteristiche e capacità, valorizzandole.
Sicuramente un punto essenziale dev’essere dedicato alla motivazione e agli interessi personali, che possono variare da candidato a candidato, rendendo unico quel colloquio di dottorato, e rendendolo memorabile per la commissione di valutazione.
Il nostro suggerimento è quello di allenarsi nell’esposizione e nella risposta a eventuale domande di chiarimento. Ovviamente chi arriva al dottorato ha alle spalle un’enorme esperienza di esami ed esposizioni, si è trovato senz’altro più volte sotto l’attenta analisi di una commissione di valutazione, o di un professore incaricato di passare la vaglio la sua preparazione. Ma la cosa fondamentale in questi momenti così importanti è non dare nulla per scontato.
La preparazione di una scaletta che tocchi tutti i punti, con esempi concreti, permette di allenarsi a comunicarli in modo preciso, ed è quanto si richiede a un buon candidato per un colloquio di dottorato.
Ma attenzione, i punti deboli esistono. Anche se hai scelto volutamente di concentrarti sui punti di forza del tuo progetto di dottorato, ci sarà sicuramente qualcuno all’interno della commissione di valutazione che sarà in grado di cogliere il punto in cui il tuo progetto è lacunoso, vulnerabile. Cerca tu stesso di individuare questi punti prima ancora che siano gli altri a farlo, di modo da prevenire un attacco che potrebbe minare la tua sicurezza al momento dell’esposizione, rendendola debole. Ammettere la plausibilità delle critiche a un progetto di ricerca per il dottorato è segno di maturità, ma non basta. Devi essere in grado di inquadrarli in un’ottica più vasta e di illuminarli come possibili aree di miglioramento che solo la ricerca può consentire di affrontare e compensare.

Progetto di ricerca del dottorato: la forma e il contenuto

Abbiamo voluto dare questo titolo altisonante a questo paragrafo per dire una cosa molto semplice: curare l’aspetto estetico per affrontare il colloquio del dottorato di ricerca è davvero importante. Non è un dato superficiale, né un aspetto marginale. Ahimè, che ci piaccia o no, il mondo accademico, i ruoli, e i contesti hanno dei codici che passano anche per l’abbigliamento e la cura estetica.
Durante un colloquio di dottorato il modo in cui ci si presenta è molto importante ed è anche in grado di indirizzare in senso positivo o negativo l’immagine che la commissione, chiamata a giudicarvi, si farà del candidato in questione.
Presentarsi al colloquio di dottorato mal vestiti, senza cura alcuna, con abbigliamento eccessivamente sfarzoso e sgargiante, è assolutamente sconsigliato. Non è richiesto un dresscode preciso, o perlomeno non esiste un dresscode ufficiale “da dottorato”, non è necessario comprare vestiti di grandi marche o puntare a inutili eccessi stilistici, ma semplicemente scegliere un outfit elegante, casual, con colori neutri e con abbinamenti sobri. È semplice, e abbastanza intuitivo.
Passando alla questione relativa al tipo di comportamento da mantenere durante il colloquio non vogliamo scadere in fastidioso paternalismo. Chi deve affrontare il colloquio di dottorato si presume che sia perfettamente in grado di avere a che fare con una commissione esaminatrice, che sappia mantenere il contegno giusto, gestire l’emotività, etc.
A parte queste osservazioni che pertengono maggiormente alla sfera relazionale, vediamo quali sono le buone prassi da mantenere a livello comportamentale. La puntualità è un ottimo segnale di serietà, come la serietà e la spontaneità. Niente spavalderia e presunzione, che appartengono a chi non sa che l’umiltà è la virtù più nobile e ormai merce rara
Ricordatevi che, solitamente, il capo commissione siede sempre al centro: per questo motivo si consiglia di stringere la mano a partire dal massimo rappresentante, per poi passare al saluto di tutti gli altri membri della commissione.

Dottorato: come prepararsi all’esposizione

La gestione del colloquio per il dottorato passa soprattuto per l’esposizione. In questo momento si gioca il tutto per tutto. Ti consigliamo di fare delle prove, come abbiamo già detto, soprattuto per verificare che la tua velocità non sia né troppo rapida né troppo lenta. In entrambi i casi devi rivedere il ritmo, per rendere comprensibile e di facile ascolto la tua esposizione.
Il segreto dovrà essere quello di esporre il proprio argomento in modo da interessare il vostro interlocutore ed evitare di annoiarlo. Ci sono delle strategie che permettono di raggiungere questo obiettivo. Un linguaggio semplice e chiaro è lo strumento giusto per questa strategia.
La precisione è molto apprezzata. Devi conoscere davvero bene l’argomento perché, ad esempio, quella di eludere la domanda non è una buona strategia, e mostra che possiedi una certa abilità ma non sempre apprezzabile in tutti i contesti.
Bisogna andare dritti al punto. Questo sì che viene apprezzato. Ricordati che il dottorato è un impegno molto intenso e richiede tempo, abilità specifiche, una serietà maggiore dell’impegno universitario ordinario richiesto dai corsi di laurea triennale e magistrale all’interno delle facoltà.
La possibilità di intraprendere un dottorato di ricerca non è consentita a tutti, per questo le prove che si affrontano, come il concorso e il colloquio e all’interno di questo colloquio sono così richiedenti a livello di performance e di rigore. Ma si tratta di uno sforzo che ripaga. Tieni duro e vedrai che presto saprai quanta soddisfazione regala vincere un concorso per un dottorato di ricerca e poter svolgere questo ruolo all’interno dell’università.

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