Come superare la bocciatura ad un esame?

14 Ottobre ore 16.02

Come superare la bocciatura ad un esame?

Superare la bocciatura a un esame, ahia! Che dispiacere! Che tu abbia dedicato tanto o poco tempo alla preparazione dell’esame, in ogni caso si tratta di un evento che di solito brucia.
Anche se ci sono due modi di reagire diversi di reagire: ci sono quelli che si buttano giù, e quelli che invece prendono la sconfitta come un turning Point, un punto di svolta dal quale risalire, rimboccarsi le maniche, darsi nuovamente da fare e recuperare. Senz’altro la strategia migliore è questa.
Vediamo come si può costruire un’attitudine positiva nei confronti degli esami andati male.

Bocciatura esame: cosa fare

Essere bocciati, capita eh. Non è un dramma, anche se c’è chi lo prende come tale. Sopratutto nelle facoltà con corsi di laurea tosti e difficili ci sono molte probabilità che sulla totalità di esami qualcuno non vada a buon fine. Ma si recupera, questa è la bella notizia.
Ovvio che non possiamo neanche romanticizzare esageratamente le bocciature universitarie, perché restano quello che sono: un vero peccato e un dispiacere per gli studenti. Vogliamo soltanto ridimensionarle, e aiutare gli studenti che trovano questo evento nefasto come insopportabile a gestirlo in modo più semplice.
Intanto ci sono differenze sostanziali tra esami per i quali si è studiato tantissimo che vanno male ed esami ai quali si è dedicato un refolo di tempo e vanno male. Per quanto riguarda i secondi ci auguriamo che la bocciatura non sia una notizia così improbabile, perché è l’eventualità più frequente in questi casi.
Quindi primo step: normalizzare le bocciature degli esami per cui non si studia. Non esiste “eh, ma non avevo tempo”, “eh, ma mi avevano detto che non c’era tanto da studiare”, o altre scuse simili. Non ci sono proprio suase che reggano, per gli esami si studia, tanto, e punto. Altrimenti la bocciatura all’esame non può coglierci di sorpresa.
Si può anche prendere un voto medio/alto ad esami per cui si è studiato poco o nulla, ma è un’eccezione, qualcosa che dobbiamo definire unico e raro.
Nei prossimi paragrafi vedremo quali sono le principali cause di bocciatura all’università e come lavorarci su per far sì che i vari esami siano tutti superati, anche se non con il massimo dei voti.

Essere bocciati all’esame: possibili cause

Ci sono moltissimi fattori che inficiano la preparazione di studenti e studentesse e la buona riuscita di un esame. E a volte non è solo lo studio a fare la differenza.
Ragioni di natura psicologica, personale, logistica possono far variare il risultato di una verifica durante il percorso universitario. Ma non possiamo controllare tutto, non possiamo levare i problemi personali degli studenti o dei docenti, possiamo solo concentrarci su quelle che sono le buone prassi per superare un esame universitario.
Lo faremo partendo da quelle che sono le problematiche più comuni che conducono a non superare l’esame.

Non ho superato l’esame per ansia
L’ansia è una brutta bestia, dentro e fuori dall’università.
Lo sappiamo bene perché abbiamo visto moltissimi studenti cedere di fronte a un professore, non reggere la tensione, e non superare un esame universitario perché in preda al panico.
Non ci piace l’approccio di chi minimizza. Non è facile lavorare sui propri stati emotivi, e l’ansia spesso è più forte del nostro autocontrollo.
L’ansia, poi, non si manifesta soltanto al momento dell’esame, a volte può danneggiare anche le sessioni di studio, con cali di attenzione, scarsa memoria, irrequietezza, insonnia e altri disturbi che rendono meno brillanti le funzioni cognitive.
Per arginare questo problema ci sono molte cose che si possono fare. Ovviamente non possiamo esimerci da ricordare a tutti che l’ansia è fisiologica solo quando può essere gestita con uno sforzo ragionevole, quando non rende difficoltose le attività quotidiane, quando non si riversa eccessivamente sui sintomi fisici.
Se pensi che l’ansia ti sta davvero rendendo la vita impossibile devi rivolgerti a uno specialista. Una buona psicoterapia funziona, ne siamo certi e vogliamo ribadirlo. Se invece pensi che sia un’ansia abbastanza gestibile prova a fare meditazione prima e dopo lo studio, osservando il respiro e le sensazioni corporee e senza importi di non pensare ma lasciando scorrere i tuoi pensieri sempre e soltanto con l’osservazione.
Pratica sport e mangia bene, che molto spesso l’ansia aumenta con lo stomaco appesantito da cibo spazzatura o in generale poco salutare.

Non contraddire il professore
Il mondo dei professori universitari è vasto e non sono tutti uguali. Ti può capitare il professore severo, puntiglioso, e anche poco cortese, e quello che invece ti ascolta, ti supporta, è gentile e sempre disponibile. Non sono creature delle favole, esistono davvero.
Questa differenza può modificare l’esito di un esame. Il professore più “rigido” non appena ti vede in difficoltà può decidere di metterti in una situazione ancora peggiore, mentre l’altra tipologia di professore universitario potrebbe decidere di aiutarti, agevolandoti la riflessione e l’esposizione con dei semplici assist.
In ogni caso il professore è una variabile importante, quindi devi sempre cercare di assecondare le sue richieste, mai rispondere a tono, e sempre mostrarti collaborativo.
Per alcuni questo suggerimento può risultare sgradevole. “Ma come? Mi tratta a pesci in faccia e io devo essere accondiscendente?”, eh, ahimè sì. In primis per una questione etica. Se anche è vero che lui è poco affabile e scontroso, perché tu devi esserlo? In seconda istanza ti conviene non metterti contro il professore perché sei in una posizione di subordinazione, dipende da lui la bocciatura all’esame universitario.
Per questo stesso motivo ti consigliamo di non parlare di politica e religione, sono argomenti “caldi”, che possono incontrare pareri troppo discordanti e generare una cattiva atmosfera, per nulla funzionale al buon esito di un esame.

Esami scritti e bocciature
Un’altra divisione in fazioni nell’ambiente universitario si ha rispetto a chi preferisce l’esame scritto rispetto a quello orale. C’è chi dice “all’orale se non sai una cosa puoi sempre rigirare un po’ la frittata”, e chi risponde “no, ma che dici? Se non so una cosa all’esame faccio scena muta”. In questo caso, come in tante altre questioni che riguardano gli studenti universitari dipende da come si è fatti.
Ma una cosa è certa: verba volant, scripta manent.
L’esame scritto può condurre più facilmente a una bocciatura. Lo scritto resta lì nero su bianco e conferma del fatto che le cose le sai poco e male. Inoltre che ci raccontano “non ho superato l’esame perché ho scritto velocemente e poi non ho riletto”. Un errore banale, che però costa caro a una percentuale altissima di futuri laureati.
Ci sono piccole cose che si possono fare per arginare il peggio durante lo svolgimento di un esame scritto. Di solito gli esami scritti sono divisi in domande a cui corrispondono vari punteggi. Prenditi sempre più tempo per le domande che valgono di più.
Sapere veicolare l’attenzione dove è maggiormente richiesta, e non perdere la concentrazione è fondamentale.

La prima causa di bocciatura: sottovalutare l’assistente
Lo dicono in tantissimi, e sappiamo che è vero. Gli assistenti dei professori non sono molto propensi a far andare bene gli esami. Molti scienziati stanno studiando questo fenomeno. Scherzi a parte, può capitare di essere interrogati dagli assistenti, e che questi attuino il famosissimo “bombardamento di domande”. Unica strategia di difesa: studiare bene.

Sappiamo che è banale e scontato, ma questa è la sola, unica ed efficace regola aurea.

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