AI Act: cos’è, come funziona, obiettivi

18 Marzo ore 10.21

È stata approvata la legge dell’Unione europea sull’intelligenza artificiale. Si tratta di una normativa storica che definisce l’uso etico e sicuro dell’intelligenza artificiale (IA), protegge i diritti fondamentali e incoraggia l’innovazione.

Infatti, l’AI Act, la suddetta legge sull’intelligenza artificiale, è stata approvata dal Parlamento europeo a giugno.

Analizziamo insieme tutti gli aspetti positivi e negativi sull’intelligenza artificiale previsti da questa legge.

AI Act: cos’è?

L’Unione europea ha approvato la sua prima legge che regolamenta l’intelligenza artificiale e il suo sviluppo, perché di fatto riconosce che tali tecnologie offrono un’ampia gamma di vantaggi economici e sociali in molti settori, tra cui l’ambiente, la sanità, la pubblica amministrazione, la finanza, la mobilità e l’agricoltura.

Infatti, l’IA è particolarmente utile per migliorare le previsioni, ottimizzare le operazioni e personalizzare i servizi. L’intelligenza artificiale ha messo radici in quasi tutti i settori della società. Dai servizi finanziari alla sanità, dall’istruzione all’intrattenimento, l’IA ha trasformato il nostro modo di vivere e lavorare.

Tuttavia, la mancanza di norme specifiche ha sollevato preoccupazioni su come potrebbe essere utilizzata o più abusivamente. In risposta a queste preoccupazioni, l’Unione Europea ha recentemente approvato un regolamento innovativo noto come Legge sull’IA.

La legge sull’IA si prefigge di garantire che l’IA sia utilizzata in modo sicuro, etico e rispettoso delle leggi esistenti e dei diritti fondamentali.

A causa del rapido sviluppo di queste tecnologie, negli ultimi anni la regolamentazione dell’IA è diventata una questione politica centrale per l’Unione europea.

Pertanto, l’AI Act mira a garantire il funzionamento ottimale del mercato dei sistemi di intelligenza artificiale.

La legge sull’IA adotta un approccio basato sul rischio: i sistemi di IA vengono analizzati e classificati in base al rischio che rappresentano per gli utenti. I vari livelli di rischio determinano il grado di regolamentazione da rispettare. I sistemi di intelligenza artificiale che presentano rischi inaccettabili sono considerati una minaccia per le persone e sono pertanto vietati.

Il testo è organizzato in diverse sezioni:

  • Applicazioni e definizioni. L’IA produce una serie di output, tra cui contenuti, previsioni, raccomandazioni e decisioni. Questo insieme influenza l’ambiente in cui interagiscono;
  • Atti vietati dell’IA. Gli approcci normativi si basano su diversi livelli di rischio. L’elenco degli atti proibiti comprende tutti i sistemi di IA il cui uso è contrario ai valori dell’UE, perché viola i diritti fondamentali. Tra gli esempi vi sono i sistemi di polizia predittiva e di scraping non mirato;
  • Uso della tecnologia di riconoscimento facciale in combinazione con l’IA. È assolutamente vietato nei luoghi pubblici, salvo eccezione;
  • Obbligo di trasparenza. Si applica, ad esempio, ai sistemi che interagiscono con gli esseri umani e generano o manipolano contenuti;
  • Normative finalizzate all’innovazione;
  • Governance. Istituzione di una Commissione europea per l’intelligenza artificiale, composta da rappresentanti degli Stati membri. Supervisione da parte della Commissione, delle autorità indipendenti e dei fornitori;
  • Codice di condotta;
  • Norme di natura tecnica e legislativa per l’attuazione del suddetto regolamento.

AI Act: obiettivi principali

Ad oggi, la legge sull’intelligenza artificiale è la più avanzata al mondo in materia. La sua base giuridica è economica e riguarda l’uso di sistemi di identificazione biometrica.

A prima vista, le norme sono quindi chiare e i diritti dei cittadini appaiono equilibrati. Inoltre, la decisione di istituire una commissione speciale è corretta e in linea con la politica dell’UE sulla protezione dei dati personali.

Gli obiettivi principali della legge sull’IA sono i seguenti:

  • stabilire norme nazionali per garantire che l’IA sia sviluppata e utilizzata in modo sicuro e nel rispetto dei diritti umani fondamentali;
  • garantire il buon funzionamento del mercato interno attraverso la definizione di regole armonizzate;
  • mantenere lo sviluppo, il lancio e l’utilizzo di prodotti e servizi basati sulla tecnologia dell’IA sul mercato dell’UE.

Tuttavia, esistono ancora dei forti dubbi sull’argomento.

La scelta di utilizzare sistemi di riconoscimento facciale a distanza negli spazi pubblici è effettivamente macchinosa e altamente intrusiva. Consentire il loro utilizzo per alcune eccezioni presenta alcuni problemi:

  • l’ipotesi terrorismo e la perquisizione di soggetti con mandato di arresto europeo aprono la porta al rischio di errori giudiziari;
  • quanto alle intercettazioni telefoniche, l’uso indiscriminato di questo strumento aumenta la probabilità di una scarsa o nulla garanzia della privacy personale;
  • per quanto concerne il riconoscimento facciale AI in tribunale, il regime di utilizzabilità non è ancora chiaro;
  • infine, per quanto concerne la biometria e il riconoscimento facciale a distanza, potrebbero essere un potenziale utilizzo per tutti i migranti, legali e illegali.

AI Act: trasparenza e sorveglianza

Diverse organizzazioni hanno chiesto un cambiamento della posizione del governo sulla legislazione in materia di IA. Italia, Francia e Germania hanno espresso la loro opposizione.

Il motivo? La normativa appare sbilanciata su diversi fronti:

  • trasparenza delle fonti di informazione;
  • regolamentazione non punitiva per mantenere l’innovazione;
  • eccessivo onere amministrativo per le aziende;
  • protezione e promozione dell’ingegno umano;
  • applicazioni di intelligenza artificiale generativa come ChatGpt.

Ad oggi, opere, audio e immagini protette sono state utilizzate per generare nuovi contenuti senza il consenso dei titolari dei diritti. Di conseguenza, questi usi smodati hanno causato:

  • violazione del copyright;
  • violazione dei diritti morali e della personalità dell’autore;
  • danno alla reputazione personale e professionale dell’autore;
  • aumento del rischio di sostituzione dell’opera originale, messa a confronto con le riproduzioni digitali;
  • conseguenze economiche potenzialmente gravi.

I firmatari dell’appello avanzano le seguenti richieste alla legge sull’IA:

  • garantire in via prioritaria la massima trasparenza delle fonti di informazione utilizzate per l’addestramento degli algoritmi;
  • applicare obblighi agli sviluppatori e agli operatori di sistemi e modelli di IA generativa;
  • richiedere il mantenimento e la pubblicazione di informazioni dettagliate su fonti, contenuti e opere utilizzate per l’addestramento;
  • garantire che le parti con interessi legittimi siano in grado di determinare se e come i loro diritti siano stati violati.

AI Act: protezione dei dati personali

Il Parlamento europeo deve trovare un equilibrio tra il progresso e la tutela dei diritti umani. In pratica, deve riconoscere che senza regole di trasparenza rigorose e specifiche per gli sviluppatori di IA, nessuna delle protezioni già esistenti nella legislazione europea può funzionare.

Gli attuali codici di condotta sono di fatto inadeguati e vi è una forte instabilità nello sviluppo di aziende con rischi sistemici. È quindi necessario introdurre obblighi chiari e sanzionabili.

Un’altra questione da chiarire è quella della sorveglianza. Il Parlamento europeo ha chiesto di vietare l’identificazione delle persone basata sull’intelligenza artificiale e la biometria in tempo reale. Il Consiglio però è propenso a consentire la sorveglianza in alcuni momenti critici, optando per un compromesso.

Nel frattempo, la Commissione di garanzia per la protezione dei dati personali (Garante per la protezione dei dati personali) ha avviato un’indagine conoscitiva sui siti web pubblici e privati. Si è reso necessario verificare se fossero state adottate misure di sicurezza adeguate per prevenire la raccolta massiva di dati personali. Si tratta del web scraping e dell’addestramento di algoritmi di intelligenza artificiale da parte di terzi. Una volta che l’indagine conoscitiva avrà fornito i dati rilevanti, le autorità adotteranno con urgenza le misure necessarie.

Conclusioni

L’AI ACT di fatto avrà un impatto significativo sul settore dell’IA.

Le aziende si troveranno di fronte a nuovi obblighi normativi e in alcuni casi dovranno adattare la loro tecnologia per conformarsi alle regole.

Tuttavia, in molte situazioni, la chiarezza normativa può incoraggiare l’innovazione.

L’approvazione dell’AI Act segna l’alba di una nuova era di regolamentazione nel settore dell’intelligenza artificiale. Se da un lato la normativa comporterà sicuramente delle sfide, dall’altro rappresenta un’opportunità unica per l’UE di essere all’avanguardia nel campo dell’IA a livello mondiale.

La legislazione sottolinea l’impegno dell’UE a garantire che l’IA sia usata in modo sicuro ed etico, che i diritti dei cittadini siano protetti e che l’innovazione sia incoraggiata.

In un mondo sempre più guidato dall’intelligenza artificiale, la legge sull’IA è un passo importante non solo per l’UE, ma anche per la comunità internazionale che cerca di plasmare il futuro dell’innovazione.